Intervista a Andrea Pedroncelli

Lombardi SA

Intervista a Andrea Pedroncelli

Geocareers: Chi sei e qual è il tuo ruolo professionale?

Andrea: Mi chiamo Andrea Pedroncelli e lavoro come Ingegnere Progettista presso un'azienda attiva nell'ambito dell'ingegneria che si occupa prevalentemente della progettazione supervisione di opere sotterranee e idrauliche.
 

G: Che cosa fa un Ingegnere Progettista?

A: Mi occupo della progettazione di opere sotterranee, siano esse gallerie stradali o ferroviarie, e questo dalle prime fasi progettuali fino poi alla realizzazione e alla messa in esercizio dell'infrastruttura.
 

G: Quali reputi siano state le tue qualifiche ed esperienze pregresse più importanti per ottenere questo lavoro?

A: Mi sono laureato in Scienze della Terra, curriculum geologia applicata al territorio e delle risorse idriche, nel dicembre 2015 e grazie a questa laurea sono riuscito a ottenere il primo posto come prima esperienza lavorativa come geologo applicato nella Svizzera tedesca e, anche a seguito del perfezionamento della lingua, sono riuscito poi ad assumere un ruolo in uno studio di ingegneria nella sezione gallerie.
 

G: Quali altre competenze o caratteristiche sono importanti nel tuo lavoro?

A: Innanzitutto la flessibilità. Il nostro è un ambiente molto dinamico in cui sono richieste risposte molto rapide, ovviamente il saper creare anche delle buone relazioni interpersonali, siano esse con i colleghi di lavoro, con il committente o con altri partner e attori all'interno di un progetto così complicato, come può essere l'impresa di costruzione o anche altri membri del consorzio di progettazione.

Oltre a questo direi anche una buona dose di curiosità e di creatività, perché per risolvere certi problemi tecnici bisogna essere comunque dinamici, flessibili e direi uno spirito critico sicuramente.

Tra le cose che mi ha insegnato di più l'università, oltre alle varie nozioni ovviamente apprese, c'è sicuramente "il porsi delle domande" che è una delle cose che più servono ovviamente in ambito lavorativo ma anche nella vita di tutti i giorni.

 

G: Per quale tipologia di azienda/ente lavori? In quale altro tipo di azienda/ente potrebbe lavorare un Ingegnere Progettista?

A: Lavoro per lo studio ingegneria Lombardi SA in Canton Ticino Svizzera, nella divisione gallerie.

Altri ambiti in cui potrebbe lavorare un ingegnere progettista sono l'ambito pubblico e, sempre restando la Svizzera, direi per la Confederazione o per altri enti cantonali. Oltre a questi, restando sempre nell'ambito opere sotterranee, direi anche per un'impresa di costruzioni.
 

G: Cosa ti piace del tuo lavoro?

A: La varietà dei compiti che devo svolgere ogni giorno e il gioco di squadra che si instaura con le altre persone, altri colleghi o partner nel portare avanti un progetto di tale complessità. Direi anche il fatto che, in ambito sotterraneo e gallerie, ogni progetto è diverso dal precedente e quindi non si fa mai due volte la stessa cosa.
 

G: Quali sono le sfide più difficili del tuo lavoro?

A: Avendo a che fare con progetti di opere sotterranee, nello specifico di gallerie, sicuramente già si opera in parte in mezzi che non sono perfettamente conosciuti, quindi geologia, e già questo rende tutto molto più affascinante e sfidante da un altro punto di vista.

Oltre a questo, sicuramente il coordinamento con tutti i vari attori che sono in gioco può essere talvolta molto complicato e richiede molto lavoro. Dal punto di vista tecnico, si elaborano delle varianti, si valutano diversi punti di vista per cercare di soddisfare appieno i bisogni del committente sia in termini temporali ma anche di budget e quindi la strada a volte può essere molto stretta.
 

G: Il tuo lavoro prevede trasferte frequenti? Se sì, dove?

A: Nel mio caso specifico non così frequenti, in quanto mi occupo prevalentemente di progetti sul territorio svizzero. Più che trasferte si tratta di sopralluoghi anche giornalieri sui cantieri dove andiamo a operare.
 

G: Quali opportunità di ulteriore sviluppo di competenze ci sono nel tuo lavoro?

A: Attualmente ricopro un ruolo puramente tecnico in cui non sono responsabile per altro personale.

Ulteriori sviluppi sono sicuramente quello di capo-progetto, quindi un ruolo un po' più di carattere di gestione, del personale sia interno che esterno e meno, diciamo così, tecnico quindi con cui si viene interpellati solo per cose specifiche e poi ovviamente all'interno dell'azienda ci sono ruoli più manageriali come il direttore tecnico.
 

G: Se potessi tornare indietro, che tipo di consigli, o formazione aggiuntiva, ti piacerebbe aver avuto prima di iniziare la tua carriera lavorativa?

A: Io sono molto soddisfatto del percorso universitario compiuto e delle conoscenze che ho appreso. Se tornassi indietro lo rifarei, forse insisterei un po' di più su il calcolo numerico che spesso è appannaggio degli ingegneri ma dove pensano anche il geologo possa giocare un ruolo fondamentale, anche nella comprensione dei vari processi di dimensionamento di opere che hanno così a che fare anche con la geologia.
 

G: Illustraci un progetto particolarmente significativo su cui stai operando.

A: Ora sono attivo sulla costruzione della seconda canna della galleria del San Gottardo, che collega Canton Ticino e Canton Uri, sempre in Svizzera, una galleria di lunghezza 17 km all'incirca e che andrà a raddoppiare quella già esistente messa in esercizio nel 1980.

Questa galleria verrà scavata principalmente con metodo meccanizzato quindi con TBM. Le parti geologicamente più complicate, nel nostro caso abbiamo una zona di faglia di lunghezza di circa 300/350 m, verranno scavate invece con metodo tradizionale, quindi in parte con scavatori in parte con l'esplosivo, col "martellone" si può dire, e quindi con la messa in sicurezza tramite una combinazione di calcestruzzo spruzzato e di ancoraggi.

Nel nostro caso abbiamo una TBM cosiddetta "Single Shield", che come messa in sicurezza principale prevede il posizionamento di anelli di conci prefabbricati. In questo momento si può vedere che si sta montando una parte della testa della TBM; siamo alle primissime fasi, qui sulla destra abbiamo anche lo scudo quello che verrà montato subito dopo.

Queste parti, una volta assemblate, verranno spinte nella cosiddetta canna di lancio che è stata scavata per 100 m nella montagna e dalle quali poi la TBM inizierà effettivamente a scavare.

Questo è dovuto al fatto che nella trincea di attacco presente abbiamo comunque degli spazi limitati per montare tutto quello che concerne la TBM con la testa a scudo e poi il cosidetto "backup", che in totale hanno una lunghezza di 110 m.