Geocareers: Chi sei e qual è il tuo ruolo professionale?
Stefano Gandelli: Sono Stefano Gandelli e da quasi tre anni sono content creator di Geopop e mi occupo di divulgazione scientifica.
G: Che cosa fa un Divulgatore scientifico?
S: Il compito del divulgatore scientifico è quello di rendere la scienza "pop" e accessibile a chiunque. Per farlo gli ingredienti sono principalmente due:
G: Quali reputi siano state le tue qualifiche ed esperienze pregresse più importanti per ottenere questo lavoro?
S: Sicuramente la mia formazione in Scienze della Terra mi ha permesso di entrare a Geopop, dal momento che il progetto in fase iniziale si occupava perlopiù di geologia e materie correlate.
L'altra grande esperienza è stata quella della radio universitaria che mi ha permesso non solo di prendere dimestichezza con la scrittura di testi ma anche di ragionare in modo più creativo.
G: Quali altre competenze o caratteristiche sono importanti nel tuo lavoro?
S: Credo che tra gli aspetti più importanti ci sia l'essere curiosi, farsi tantissime domande e soprattutto capire quali domande si pone la gente che ci segue. Infatti se un video o un articolo che realizziamo riesce ad intercettare un forte interesse della community, è quasi certo che quel contenuto sarà un successo.
G: Per quale tipologia di azienda/ente lavori? In quale altro tipo di azienda/ente potrebbe lavorare un divulgatore?
S: Attualmente lavoro nel settore della divulgazione e, per esteso, nei media digitali. Si tratta di un mondo estremamente affascinante che probabilmente nei prossimi anni non farà altro che crescere. Per questo motivo credo che il futuro della divulgazione non solo sarà prevalentemente online ma che ci saranno sempre più realtà come Geopop che possano trasformare questa passione in un vero e proprio lavoro a tempo pieno.
G: Che cosa ti piace del tuo lavoro?
S: Uno tra gli aspetti che preferisco è avere la possibilità di studiare continuamente argomenti nuovi: un giorno si parla di terremoti, quello dopo di grandi opere, e quello dopo ancora di uno studente che ha provato a realizzare un reattore nucleare nel suo giardino di casa!
Insomma, di storie interessanti ce ne sono sempre tantissime e il bello del lavoro del divulgatore è riuscire a trovarle per trasmettere questa grande passione anche a chi ci segue.
G: Quali sono le sfide più difficili del tuo lavoro?
S: Le sfide corrispondono in un certo modo anche ai punti di forza: trovare storie interessanti è sicuramente molto sfidante ed è necessario avere una buona elasticità mentale per riuscire a passare da un argomento all'altro nel giro di pochi giorni e, a volte, anche di poche ore. In più è richiesto avere costantemente gli occhi su tutte le principali notizie a livello mondiale, così da essere rapidi e preparati in caso di news rilevanti.
G: In cosa consiste una tipica giornata lavorativa nel tuo ruolo?
S: Solitamente la prima cosa che faccio al mattino è la rassegna stampa per controllare se ci sono news da approfondire. Poi solitamente passo buona parte della giornata a studiare e a scrivere testi per articoli e video.
Una o due volte a settimana invece dedico qualche ora a girare i video, così da garantire una produzione costante di nuovi contenuti su tutte le nostre piattaforme.
G: Il tuo lavoro prevede trasferte frequenti? Se sì, dove?
S: Essere un divulgatore mi sta dando la possibilità di girare l'Italia come mai prima d'ora! Infatti vengo chiamato un po' da ogni parte del Paese per partecipare a conferenze, eventi, per girare video e per fare approfondimenti di vario genere. Solitamente faccio una media di una/due trasferte al mese, ma sono certo che con il passare del tempo aumenteranno.
G: Quali opportunità di ulteriore sviluppo di competenze ci sono nel tuo lavoro?
S: Di competenze da sviluppare ce ne sono parecchie, a partire dalla dizione fino alla gestione di un team di collaboratori per la realizzazione di contenuti, passando anche per tutto ciò che riguarda il public speaking e la conoscenza tecnica di certi argomenti. Ci sono tantissimi fronti di miglioramento e perciò credo che questo lavoro abbia ancora tantissimo da darmi - in fondo sono ancora all'inizio.
G: Se potessi tornare indietro, che tipo di consigli, o formazione aggiuntiva, ti piacerebbe aver avuto prima di iniziare la tua carriera lavorativa?
S: Con il senno di poi avrei iniziato un corso di teatro durante l'università sia per riuscire ad avere più padronanza del palco durante gli eventi dal vivo che per per essere più espressivo durante il girato dei video.
G: Illustraci un progetto particolarmente significativo su cui stai operando.
S: Negli ultimi mesi sto realizzando una serie di video della quale vado molto fiero che si chiama "Assurdo, ma vero" dove racconto le storie più incredibili (ma vere) che siano mai capitate. Si parla di dirottamenti, strane epidemie, furti di materiale nucleare, fughe di prigione e tanto tanto altro, il tutto però con un'impronta scientifica e rigorosa. Credo sia un'ottimo mix tra storytelling e scienza, e proprio per questo sono così soddisfatto del risultato finale.