Intervista a Dario Sciunnach

Regione Lombardia

Intervista a Dario Sciunnach

Geocareers: Chi sei e qual è il tuo ruolo professionale?

Dario: Mi chiamo Dario Sciunnach, sono Direttore Generale Vicario presso la Direzione Generale Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia e negli ultimi anni ho assunto anche il ruolo di Autorità di gestione per il Fondo europeo di Sviluppo regionale e i programmi regionali finanziati da questo fondo che è uno dei tre grandi fondi strutturali europei.

G: Che cosa fa un Direttore Generale?

D: Ovviamente noi curiamo l'attuazione del programma coordinando tutti i soggetti nelle diverse direzioni generali regionali competenti che partecipano all'attuazione e rappresentiamo anche la naturale interfaccia nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee che garantiscono la buona riuscita del programma, quindi la spesa dei fondi destinati per finalità compatibili con gli obiettivi politici della Commissione, del Dipartimento delle politiche della coesione e di Regione Lombardia.

G: Quali reputi siano state le tue qualifiche ed esperienze pregresse più importanti per ottenere questo lavoro?

D: Io sono geologo, ho un dottorato in Scienze della Terra e quindi la mia formazione è un po' anomala rispetto a quella di altre autorità di gestione che afferiscono più che altro all'area economica o a studi di tipo giuridico. Ci sono alcune figure tecniche, in realtà, e devo dire che nel mio bagaglio di esperienze che mi sono costruito in parte anche nell'ente in cui lavoro ormai da più di 26 anni, riguardano soprattutto la pianificazione territoriale, la progettazione di lavori pubblici, progetti di sviluppo locale e la normativa ambientale.

G: Quali altre competenze o caratteristiche sono importanti nel tuo lavoro?

D: Sicuramente le lingue. L'inglese come requisito fondamentale e sicuramente un minimo di skill informatiche. Io non sono un nativo digitale per evidenti motivi anagrafici, però il fatto di essere un'utente minimamente skillato può aiutare. Ci sono poi competenze relazionali che maturano nel tempo e che credo nessuno possa veramente insegnarti.

G: In quale altro tipo di ente potresti svolgere il tuo ruolo?

D: Figure come la mia sono presenti non in enti locali di livello inferiore alla Regione, ma sicuramente nei Ministeri o nella stessa Commissione Europea o nelle agenzie che supportano i Ministeri e la Commissione Europea nell'attuazione delle loro politiche.

G: Cosa ti piace del tuo lavoro?

D: È un lavoro molto vario, sembra un lavoro amministrativo burocratico. In realtà si investono una serie di aspetti disciplinari che vanno dal sostegno alle imprese, alla ricerca, all'innovazione, le politiche per la decarbonizzazione, i progetti di sviluppo locale in aree urbane o in territori svantaggiati. E quindi c'è un continuo, diciamo "learning by doing" che io apprezzo molto.

G: Quali sono le sfide più difficili del tuo lavoro?

D: La gestione dell'input politico è una di queste, nel senso che la nostra vecchia Legge Bassanini ha chiarito in modo netto che gli amministratori eletti dai cittadini prendono determinati tipi di decisioni mentre i tecnici ne prendono di altro tipo.

Dovrebbe esserci una linea di confine piuttosto netta per questi due mondi ma in realtà in Italia questo concetto non è mai stato veramente metabolizzato. E poi c'è un problema legato all'eccessiva velocità di ricambio delle norme. Abbiamo norme che non garantiscono un tempo di permanenza sufficiente a potersi applicare in modo davvero razionale e alle volte anche confliggenti tra di loro, cosa quasi inevitabile quando poi si devono comporre norme comunitarie, norme nazionali, norme regionali. Però devo dire che anche all'interno delle norme nazionali c'è un buon livello di incoerenza che si potrebbe migliorare.

G: In cosa consiste una tipica giornata lavorativa nel tuo ruolo?

D: Su questo la statistica è impietosa: la principale attività di un manager sono riunioni, quindi ovviamente un certo tempo dedicato alla gestione dei documenti che mi riguardano. Cerco naturalmente di tenermi aggiornato su quello che sta succedendo sia nell'attuazione del programma sia a livello normativo. Però il massimo della mia attività in effetti si concentra sul coordinamento e sulla verifica a campione diciamo dell'operato delle figure tecniche che collaborano con me.

G: Il tuo lavoro prevede trasferte frequenti? Se sì, dove?

D: Frequenti magari no, mentre una o due al mese o sul territorio regionale, per partecipare a eventi o per verificare la buona riuscita di interventi presso imprese, presso organismi di ricerca, oppure all'interno di progetti comunitari che comportano anche magari trasferte in qualche città europea. Trasferte extraeuropee per figure come le nostre sono rarissime.

G: Se potessi tornare indietro, che tipo di consigli, o formazione aggiuntiva, ti piacerebbe aver avuto prima di iniziare la tua carriera lavorativa?

D: Fino al dottorato di ricerca, a posteriori posso dire che mi sembra strano non aver mai ricevuto nessun tipo di formazione giuridica o economica. Capisco che questo possa essere difficile in alcuni corsi di laurea.

G: Illustraci un progetto particolarmente significativo su cui stai operando.

D: In questo momento, più che su un progetto, sto lavorando su un programma che ha preso l'avvio l'estate scorsa e che deve ancora svilupparsi nell'arco di sette anni, che il Programma regionale FESR della Lombardia 2021-2027, un programma di investimenti da 2 miliardi di Euro tondi, di cui più di metà destinati a ricerca e innovazione e più del 30% destinati a interventi per la decarbonizzazione e l'economia circolare.

Quindi interventi che mi motivano e mi stimolano. Poi se devo parlare in senso stretto di un progetto che rientra nel cappello di questo programma mi piacerebbe partecipare, se troveremo un partenariato sufficiente e se riusciremo a costituirlo, a un progetto lanciato da uno spin off del Politecnico, un progetto di governance per la gestione ottimale del requisito ambientale DNSH, il cosiddetto "do not significant harm", che è una precondizione costante per tutti gli interventi di attuazione del programma ed è una novità assoluta nella programmazione europea.
 

G: Un consiglio per i giovani?

D: Studiate e fate esperienza, divertitevi scegliendo quello che vi piace veramente. È semplice, ma alla fine risolve un sacco di problemi.