Geocareers: Chi sei e qual è il tuo ruolo professionale?
Marco: Mi chiamo Marco Scolari, sono un geologo e sono responsabile delle cave di Candoglia per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
G: Che cosa fa un direttore tecnico?
M: Un responsabile di cava è una figura che programma, coordina e gestisce tutti i lavori in in cava, sia dal punto di vista operativo, quindi estrazione, manutenzioni varie, ma anche dal punto di vista amministrativo, quindi rapporti con gli enti e le comunità locali; gestisce la sicurezza e la parte ambientale.
G: Quali reputi siano state le tue qualifiche ed esperienze pregresse più importanti per ottenere questo lavoro?
M: Diciamo nella mia attività professionale ho avuto numerose esperienze; sicuramente quella più importante è legata all'attività estrattiva. Io provengo da cave di pianura, quindi da materiali sciolti, molto differenti rispetto alle pietre monumentali di cui mi occupo adesso.
G: Quali altre competenze o caratteristiche sono importanti nel tuo lavoro?
M: Oltre alle capacità e le competenze operative e tecniche, la cosa più importante è sicuramente la capacità di gestione del personale, quindi rapportarsi con i dipendenti e con i collaboratori in azienda.
G: Per quale tipologia di azienda lavori?
M: Per la Veneranda Fabbrica del Duomo, che è un ente con una forma giuridica un po' particolare, una fabbriceria, cioè l'ente preposto da prima alla costruzione e poi alla manutenzione, in questo caso del Duomo di Milano. Infatti, dal 1387 la Veneranda Fabbrica estrae nelle cave di Candoglia il marmo necessario per la costruzione prima e manutenzione successivamente del Duomo.
G: In quale altro tipo di azienda/ente potrebbe lavorare un responsabile di cava?
M: In genere un responsabile di cava lavora nel settore privato, quindi per società o aziende di estrazione, per esempio aggregati per calcestruzzo, malte o pietre ornamentali.
G: Cosa ti piace del tuo lavoro?
M: L'autonomia che viene lasciata nella gestione della cava. Ma poi un'altra cosa molto importante è che, lavorando per la Veneranda Fabbrica che estrae dal 1387, qua da Candoglia si vive la storia di sei secoli e mezzo di estrazione.
G: Quali sono le sfide più difficili del tuo lavoro?
M: A parte quelle tecnico operative, per le quali però ci si avvale sempre di consulenti o comunque di esperti, visto la particolarità della cava, in particolare della cava madre è anche la capacità di gestione del personale e così via. Quelle sono le sfide più più difficili.
G: In cosa consiste una tipica giornata lavorativa nel tuo ruolo?
M: Non esiste una vera e propria giornata tipica, perché poi dipende dal tipo di lavorazione che viene svolta in cava. Ovviamente quando si fa l'estrazione, che è uno dei momenti più sensibili e da tanti punti di vista, tra cui anche la sicurezza, la giornata comporta un primo sopralluogo e una fase di coordinamento con il capo cava sui tipi di lavori che devono essere svolti. Si passa poi alla gestione amministrativa, con frequenti sopralluoghi durante la giornata.
Quando invece si effettuano altre lavorazioni, per esempio manutenzioni o altri tipi di lavorazione durante lungo tutta la montagna dipende un attimino. C'è sempre questa fase di coordinamento al mattino, ma poi durante la giornata può capitare qualche sopralluogo, ma è prettamente una gestione amministrativa, una parte d'ufficio.
G: Il tuo lavoro prevede trasferte frequenti? Se sì dove?
M: Ovviamente, essendo la la sede degli uffici principali a Milano, capita di dover partecipare a qualche riunione in sede, quindi le uniche trasferte sono verso Milano.
G: Quali opportunità di un ulteriore sviluppo di competenze ci sono nel tuo lavoro?
M: Diventa sempre più importante la gestione della sicurezza e la gestione ambientale. Sono due settori che stanno diventando ormai fondamentali e ai quali la Veneranda Fabbrica tiene molto e quindi lo sviluppo di quelle competenze sarà in futuro molto importante.
G: Se potessi tornare indietro, che tipo di consigli o formazione aggiuntiva ti piacerebbe aver avuto prima di iniziare la tua carriera lavorativa?
M: Mi sento sicuramente di dare il consiglio di fare delle esperienze lavorative durante la fase degli studi. Molto spesso gli studenti fanno tirocini o esperienze in studi professionali, ma la cosa più interessante sarebbe farlo magari in società un po' più strutturate, in cui si vede effettivamente quali sono le dinamiche del lavoro e si vede magari a un livello anche superiore la geologia professionale.
G: Illustraci un progetto particolarmente significativo su cui stai operando.
M: I progetti che abbiamo appena terminato sono sono due. Il primo è un progetto di estrazione in cava madre per i prossimi ottant'anni, un progetto che abbiamo sviluppato insieme a dei nostri consulenti e in particolare insieme al Politecnico di Torino di abbassamento dei piazzali di 25m, considerando che la cava madre è una caverna di 45m d'altezza per 25m di larghezza e circa 110m di profondità che ha ovviamente dei problemi di stabilità dell'ammasso.
Oltre al progetto di sola estrazione, c'è la progettazione delle opere di sostegno, come tiranti, travi in calcestruzzo e poi di monitoraggio, perché quasi tutti i tiranti sono dotati di strumentazione per il monitoraggio in automatico e l'acquisizione automatica dei dati.
L'altro progetto, che è partito lo scorso anno, è inerente le visite guidate. La cava madre è una cava molto particolare: mentre tutte le altre cave hanno una fase di ripristino ambientale, cava madre non può avere un ripristino; abbiamo fatto questo progetto per i prossimi ottant'anni, che non prevede un ripristino. Il settore estrattivo di Regione Piemonte ci consente di sostituire questa fase di ripristino con fase di valorizzazione culturale, storica e ambientale della cava. La partenza di queste visite guidate, attraverso la formazione delle guide, consente appunto di adempiere a queste necessità della Regione Piemonte di valorizzazione delle cave.