Geocareers: Chi sei e qual è il tuo ruolo professionale?
Ivan: Mi chiamo Ivan Guerra e al momento sono Senior Geologist and Underground Storage Solution Manager.
G: Che cosa fa un Senior Geologist and Underground Storage Solution Manager?
I: Mi occupo sia della parte di gestione tecnica geologica della subsurface (reservoir, pozzi, cap rock etc) che del project management e strategia per progetti fuori dall'Italia di stoccaggio di gas (CH4, H2 e CO2) sia nella forma di partecipazione a joint venture con partner internazionali sia in forma di consulenza geologica e geofisica a vari stadi dell'esecuzione di progetti di questo genere.
G: Quali reputi siano state le tue qualifiche ed esperienze pregresse più importanti per ottenere questo lavoro?
I: In realtà tutto ciò che ho fatto ha contribuito a ciò che sono ora, e non mi riferisco solo all'ambito degli studi. Rimanendo però in campo accademico, oltre al solidissimo percorso "base" all'Università di Milano che mi ha portato alla laurea è indubbio che il percorso post-laurea di dottorato di ricerca in Svizzera abbia contribuito fortemente ai vari ruoli che ho ricoperto nella mia carriera professionale (che è partita come geologo strutturale in una compagnia scozzese di base a Glasgow e chiamata Midland Valley dove ho passato qualche anno, passata attraverso dieci anni e livelli di responsabilità crescenti a Schlumberger con assignments un po' in giro per il mondo fino ad ora).
Inoltre, penso che il fatto che il percorso post-laurea si sia sviluppato tutto all'estero (in Canada un anno e poi con il dottorato di ricerca in Svizzera, in co-tutela tra l'Università di Losanna e il Politecnico di Zurigo) sia stato fondamentale non tanto per l'acquisizione di nozioni puramente tecniche ma soprattutto per un'impostazione mentale di stile "anglosassone" che, unita al mio essere italiano, ho notato essere molto richiesta e soprattutto ottimamente vista.
G: Quali altre competenze o caratteristiche sono importanti nel tuo lavoro?
I: È evidente che un profilo del mio tipo molto difficilmente esiste così esatto come job description in un annuncio di lavoro; quindi, il percorso che tende a un lavoro del mio tipo va costruito passo dopo passo durante la propria carriera tecnica professionale in industria. Dopodiché il limite al quale si può arrivare è difficilmente definibile e dipende molto dalle ambizioni personali e dalla spinta che ognuno ha, quindi le altre caratteristiche che un geologo dovrebbe avere per poter lavorare "al mio posto" sono principalmente di tipo "soft skills", visto che comunque nel mio lavoro quotidiano ho avuto (e ho tuttora) a che fare con gestione di rapporti con partners e/o clienti, gestione di persone, gestione di subcontractors, supervisione interna ed esterna sia tecnica che gestionale, disseminazione interna delle conoscenze attraverso corsi interni e training-on-the-job, etc.
Un aspetto fondamentale è la conoscenza approfondita non solo dell'inglese ma anche di almeno un'altra tra le lingue più diffuse. Personalmente, parlo correntemente inglese, francese e (un po' meno correntemente) spagnolo e devo dire che questa cosa mi ha sempre aiutato moltissimo.
G: Per quale tipologia di azienda lavori? In quale altro tipo di azienda/ente potrebbe lavorare un Senior Geologist and Underground Storage Solution Manager?
I: Io al momento lavoro in Snam, la società di Stato che si occupa del trasporto e dello stoccaggio di gas. In Snam, mi occupo dello stoccaggio di gas (CH4 ma anche H2 e CO2) in assets internazionali e delle soluzioni tecniche a esso legate. Un profilo simile al mio credo lo si possa ritrovare in realtà industriali equiparabili a Snam sia per obiettivi che per visione e dimensione. In Italia le realtà di questo tipo sono davvero poche, però all'estero (nell'ambito dell'energia e a maggior ragione ora che l'industria legata all'energia è in forte evoluzione) esistono e sono attive. Oltre a ciò, credo che un profilo con parti di ciò che faccio io si possa ritrovare in società di consulenza geologica e geofisica per industrie, dove però la visibilità e l'esposizione sono giocoforza più limitate.
G: Che cosa ti piace del tuo lavoro?
I: Faccio un lavoro molto vario che mi consente di viaggiare molto (pandemia a parte) e di affrontare temi diversi da punti di vista che spesso variano con rapporti professionali e personali che possono essere di tutti i tipi. Devo dire che è un ruolo piuttosto impegnativo, ed è una delle cose belle.
G: Quali sono le sfide più difficili del tuo lavoro?
I: Nella contingenza di questo momento storico molto particolare dove la sicurezza dell'approvvigionamento di gas è di importanza fondamentale per l'Europa, la sfida corrente è quella di garantire una differenziazione degli approvvigionamenti sufficientemente ampia da evitare di dipendere direttamente da pochissimi paesi fornitori. L'altra sfida (più a medio-lungo termine) è ovviamente quella legata all'abbattimento delle emissioni di CO2, per la quale il mondo intero (o quasi) si è impegnato attraverso gli accordi di Parigi del 2015.
In questo contesto, il mio ruolo "globale" è di promuovere, mettere in piedi e far progredire progetti legati all'idrogeno verde (ossia quello prodotto da fonti rinnovabili a zero emissioni) e progetti di abbattimento delle emissioni di quei settori industriali definiti "hard-to-abate" (in sostanza le grandi industrie) attraverso la cattura permanente nel sottosuolo della CO2 (CCS) prodotta da queste grandi industrie e clusters. A quest'ultima tematica è legata anche la produzione di idrogeno cosiddetto blu, e ovviamente mi occupo anche di questa cosa.
G: In cosa consiste una tipica giornata lavorativa nel tuo ruolo?
I: Dipende molto dalla giornata: ci sono giornate dove ho praticamente solo riunioni, giornate dedicate alle esecuzioni tecniche legate a progetti o servizi specifici, giornate dove mi trovo su un impianto a seguire delle installazioni/perforazioni, giornate dove si fa un po' tutto quanto appena indicato per porzioni più ridotte di tempo, e giornate di trasferta che passo lavorando con i vari partner. Come dicevo prima, il mio è un ruolo estremamente vario.
G: Il tuo lavoro prevede trasferte frequenti? Se sì, dove?
I: Sì, prevede trasferte frequenti un po' in giro per il mondo. Nella mia carriera, per ora non sono stato solo in Sud America, Australia e Cina, le altre nazioni (a parte quelle con conflitti in corso) le ho visitate un po' tutte.
G: Quali opportunità di ulteriore sviluppo di competenze ci sono nel tuo lavoro?
I: Lo sviluppo di competenze nel mio lavoro, al livello al quale sono al momento, avviene o per affiancamento specifico o per training-on-the-job. Faccio un esempio: io ho un background tecnico principalmente da geologo strutturale, quindi di well completion – per dirne una – sapevo molto poco. Quindi lo sviluppo delle mie competenze in tema di well completion è avvenuto (e sta continuando) tramite lavoro a fianco di un collega "anziano" esperto nello specifico di well completion. Lo stesso avviene per le competenze manageriali.
G: Se potessi tornare indietro, che tipo di consigli, o formazione aggiuntiva, ti piacerebbe aver avuto prima di iniziare la tua carriera lavorativa?
I: Credo che un'infarinatura di gestione di progetti (che al momento una persona con un background tecnico che non sia ingegneria non ha) sia necessaria e mi sarebbe molto piaciuto avere. Oltre a ciò, forse qualche nozione in più riguardo macroeconomia e sistemi economici in generale mi avrebbe fatto risparmiare tempo e mi avrebbe fatto piacere. E ovviamente le lingue straniere: adesso come adesso credo che una sola lingua straniera non sia più sufficiente.
G: Illustraci un progetto particolarmente significativo su cui stai operando
I: Ahimè non posso parlare pubblicamente dei progetti ai quali sto lavorando, però posso dire che il mondo della transizione energetica è ricco, in continua evoluzione e presenta opportunità molto interessanti sia dal punto di vista scientifico che manageriale.
I geologi, in questo contesto, non solo sono necessari ma possono giocare un ruolo davvero fondamentale sia per conoscenze tecniche che soprattutto per impostazione mentale, perché un geologo ha la capacità rara (e devo dire molto richiesta, quantomeno per mia esperienza) di saper capire e interpretare in maniera intelligente, sensata e costruttiva i modelli matematici che predicono svariati fenomeni (naturali e/o indotti) traducendoli in materia utile al bene di tutti.